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>> INTERVISTA A DUE RAGAZZE
ERASMUS
NAO IKEMOTO E ERIKA
MIYAMOTO
STUDENTESSE DAL
GIAPPONE
a cura di Angela Varaschin
Due ragazze giapponesi, simpatiche e
carine, compagne di studi alla LIUC, hanno molto da raccontarci!!
Il loro paese, Kioto,
è una delle più belle e vecchie città del Giappone, il tempio di
Kinkakui è uno dei più spettacolari, ricoperto d’oro, con un
esemplare uccello sul tetto; Nao dice: -“ La prima volta che una mia
amica ha visto questo uccello, pensava fosse una gallina, ma non lo
è!!! Quindi badate bene a non confonderlo!! Esso è venerato da tutto
il popolo, ed è per questo che non mangiamo in Giappone questo tipo
di uccello”.
Erika consiglia di visitare il Giappone
in primavera, poiché il paesaggio è stupendo, pieno di ciliegi in
fioritura; da non perdersi il tempio di Kiyomizi, che significa
lo stagno dello specchio, dove è piacevole osservare i cambiamenti del
paesaggio circostante nelle varie stagioni. Bellissimo il fiume
Kamogawa, dove si segue la tradizione che ogni coppia debba
tenersi equidistante dall’altra un certo numero di metri per la
privacy.
Ma come si divertono i giapponesi? Hanno
le stesse abitudini? Cosa fanno nel tempo libero?A tutte queste
domande Nao e Erika hanno risposto…
I ragazzi in Giappone seguono molto la
moda occidentale, ne sono affascinati. Lo stile rapper è molto
diffuso, le acconciature e l’abbigliamento, preso dai giornali, fa
notare come l’influenza americana stimoli loro, nei gusti e negli
acquisti. Molti di loro viaggiano per l’Europa, con una grande volontà
di apprendere e di divertirsi come noi , perché come dicono Nao ed
Erika, i ragazzi di qui anche nelle discoteche, ballano, e sono molto
estroversi ed è piacevole stare in compagnia! In Giappone,
invece, tutto è molto più tranquillo, i ragazzi fanno molta
fatica a scatenarsi, preferiscono bere e osservare (annoiando
ovviamente tutte le ragazze!).
In Giappone solo il fine settimana si
usa uscire, il resto è dedicato allo studio e al lavoro; ad Erika ha
colpito purtroppo una brutta abitudine dei ragazzi italiani: alcuni
bevono parecchio e poi si mettono alla guida. In Giappone questo non
succede poiché, non solo viene sanzionato chi viene sorpreso alla
guida in stato di ebrezza, ma pagano anche coloro che sono in
macchina con lui!!
In una delle foto
che gentilmente Nao ed Erika ci hanno dato, vediamo il kimono, ossia
il tipico costume delle donne giapponesi; in una foto Erika lo
indossa, sembra un’abitudine di tutti i giorni, ma l'occasione era una
manifestazione folcloristica in cui si festeggiava appunto la classica
tradizione giapponese!
Tra i numerosi sport
tradizionali o "importati" che vengono seguiti dai giapponesi, il
baseball è quello più amato in assoluto, popolarissimo non solo se
giocato dalle squadre professionistiche, ma anche da quelle giovanili,
universitarie e aziendali. L'intera nazione segue con grande
entusiasmo e partecipazione i tornei di baseball delle squadre
giovanili che si disputano allo Hanshin Tiger Koshien Stadium in marzo
e agosto e vengono trasmessi per televisione in tutto il paese.
Sempre più
giapponesi, soprattutto quelli più giovani, praticano il calcio e il
tennis e lo stereotipo secondo il quale i giapponesi sono dei grandi
appassionati di golf è del tutto giustificato anche se le tariffe
elevate e la difficoltà di prenotare i campi durante il fine settimana
impediscono a molti di giocare con una certa frequenza.
Tra i giovani è molto
di moda andare a mangiare il sushi, come da noi può essere l’andare a
mangiare la pizza.
In Giappone le
pizzerie sono numerosissime, molti italiani e non solo, hanno portato
la cultura della sana e buona pizza italiana anche in questo paese.
Addirittura tempo fa, un giapponese vinse il premio come miglior
pizzaiolo.
Erika e Nao,
rimarranno qui alla LIUC, ancora per sei mesi, gireranno un po’
l’Europa, ma sono affezionatissime all’Italia, nonché della LIUC.
E’ vero gli
stranieri amano l’Italia, proprio perché la gente italiana, gentile e
calorosa li colpisce. In Australia, o in altri paesi, non si usano
certi gesti tra amici, come il darsi il semplice bacio, la carezza,o
un abbraccio, loro da ora portano la nostra cultura, nei loro paesi, e
questo è stupendo.
Peccato invece, che
gli ERASMUS, debbano partire così presto, e così anche noi perderemo
un’occasione speciale di poter parlare una lingua straniera. Con loro
s’instaurano delle amicizie speciali, che poi si recupereranno nei
nostri viaggi all’estero.
Ritornando
al Giappone, com'è la scuola da voi?
Il Giappone è, tra i
Paesi Occidentali, quello che meglio ha saputo conservare le sue
antiche tradizioni nonostante la forte spinta alla modernizzazione
degli ultimi 50 anni.
La scuola dell'obbligo dura 9 anni ripartiti in sei di shogakko
(elementari) e tre di chugakko (medie). Il 99% degli studenti che
finiscono il chugakko proseguono al koto gakko che durano quattro anni
e sono necessarie per iscriversi all'università.
L'anno scolastico
comincia il primo Aprile e termina all'inizio di Marzo. Si va a scuola
sei giorni alla settimana, si inizia alle 8:30 e si seguono sei
lezioni da cinquanta minuti intervallate da pause di dieci minuti. La
scuola termina quindi alle 15:30 e cominciano le attività extra
scolastiche, sia sportive che culturali. In molte scuole è
obbligatoria l'iscrizione a qualche club.
Non esistono esami
per passare da un ordine all'altro, ma la scuola in Giappone è
piuttosto rigida e gli studenti sanno che devono impegnarsi sin da
piccoli se vogliono proseguire nei loro studi e inserirsi, una volta
terminata la scuola superiore o l'università, nel mondo del lavoro.”
Se
troverete l'amore ... resterete quì ???
“Sarebbe molto bello
trovare un bel ragazzo italiano, l’Italia ci piace, ma ancora non
sappiamo cucinare i vostri piatti tipici! Quindi per un po’ dovranno
abituarsi alla cucina giapponese, che non è per niente male!
Angela Varaschin
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