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>> NOTIZIE DAL MONDO
Vi ricordate il Tibet?
L'appuntamento odierno di
Notizie dal mondo parla di Tibet (Xizang in cinese). Un'altra terra
dimenticata da Dio e dagli uomini? no, non da Dio almeno, se pensate
che il Tibet è dimora di numerosi monaci buddisti e terra di origine
del celebre Dalai Lama. Dimenticata dagli uomini, invece, se pensate
che in una superficie di 2,5 milioni di chilometri quadrati vivono
soltanto 6 milioni di tibetani.
Si parla di Tibet per fare un po' di chiarezza sulle numerose voci che
si sentono in merito. La Regione Autonoma Tibet della Repubblica
Popolare Cinese non comprende tutto il territorio abitato dai tibetani,
il quale (come vedete nella mappa) si estende in altre quattro
provincie. Essa gode di uno statuto almeno formalmente speciale, di
particolare autonomia, ed è stata creata nel 1965; le quattro
provincie rimanenti sono invece considerate a tutti gli effetti parte
della RPC.
I due principali attori sulla scena politica sono due governi: il
governo tibetano in esilio e il governo cinese. Il territorio del
Tibet è stato annesso nel 1951 alla RPC, in seguito ad una breve
guerra; prima di allora, il Tibet si considerava stato indipendente e
lo stato cinese lo considerava proprio territorio. Il perché di questa
contrapposizione va ricercato nella storia e nel diritto
internazionale.
Da un punto di vista storico, il destino della regione è sempre stato
fortemente legato all'impero cinese (la cui integrità territoriale
negli ultimi 1000 anni è stata messa in discussione seriamente
soltanto dal colonialismo inglese, i cui effetti sono appena cessati).
Dal 1200 al 1900 senza interruzione il Tibet è stato amministrato dai
Tibetani sotto lo stretto controllo del governo centrale.
Da un punto di vista giuridico, invece, vige il principio di
autodeterminazione dei popoli, per il quale il Tibet potrebbe
possedere i requisiti necessari. Per dare una rinfrescatina alla
memoria e formarvi un'opinione critica, vi invito a leggere lo statuto
delle Nazioni Unite. Se così fosse, la guerra del 1949-1951, dai
cinesi definita "guerra di liberazione", sarebbe invece una guerra di
invasione illegittima. Per i tibetani non c'è dubbio: "Liberation from
whom and what? ours was a happy country with a solvent government"
(vedi fondo pagina).
Resta un'altra questione da chiarire; e cioè i metodi usati nella
conquista del territorio e nella sua amministrazione. Non avendo
trovato fonti ufficiali cinesi in merito, mi attengo a quanto
dichiarato dal governo tibetano in esilio sul proprio sito.
Informazioni che andrebbero in ogni caso vagliate.
Pare infatti che i diritti umani siano stati ampiamente calpestati,
sia durante che dopo l'occupazione. Cito un discorso del Panchen Lama,
altra figura di spicco dell'elite religioso-politica del Tibet.
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"Se ci fosse un film su tutte le
atrocità perpetrate nella provincia di Qinghai, sarebbe uno
shock per gli spettatori. Nell'area di Golok, numerose persone
furono uccise e i loro corpi fatti rotolare giù per la collina.
I soldati dissero ai membri delle famiglie e ai parenti dei
morti che avrebbero dovuto festeggiare in quanto i ribelli erano
stati spazzati via. Furono addirittura forzati a ballare sui
corpi morti. Poco dopo, furono anch'essi massacrati con le
mitragliatrici". [Discorso del Panchen Lama ad un incontro del
Sottocomitato del Congresso Popolare Nazionale di Pechino
riguardo alla situazione in Tibet, 28 Marzo 1987] |
Inoltre, nel giro di pochi anni furono uccisi una
quantità di tibetani che, seppur grande, è enorme rapportata alle
dimensioni della popolazione. Cito sempre la stessa fonte, che vi
invito a controllare.
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Torturati in prigione |
173.221 |
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Esecuzioni |
156.758 |
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Uccisi in combattimento |
432.705 |
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Morti di fame |
342.970 |
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Suicidi |
9.002 |
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Morti in lotta |
92.731 |
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TOTALE |
1.207.387 |
Come diceva Goebbels, "Un morto è uno scandalo, mille
morti sono una statistica".
Il compito a casa per tutti i lettori è verificare le risoluzioni
dell'ONU (specialmente la 1991/10)riguardanti questa materia, che non
riporto qui per mancanza di spazio. E non dimenticare che il Tibet
esiste 24-7.
Alla prossima.
Per saperne di più:
Missione permanente della RPC all'ONU
Governo tibetano in
esilio
La citazione in inglese è tratta da: Shakabpa Tsepon, Tibet, a
Political History, 1967
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